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Officina artigianele BARENGHI :
- Un po di storia sulla nostra officina artigianale
- Letti in ferro battuto
- Tavoli e sedie lavorate a mano in ferro
- Complementi darredo di ogni genere, ringhiere in ferro battuto, lampadari, lampade, vasi, tavolini porta vasi, panchine
- Esterni lavorati a mano: tettoie con lampade, tettoie con poltrone e sedie.
- Curiosità, sulla nostra offcina con foto durante la lavorazione enon solo
- Alcune delle marche trattate MAGGIONI INTERNATIONAL, PASSERI INTERNATIONAL, SIMAM MATERASSI
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Un pò di storia sul ferro battuto:
DALL'ORIGINE DEL FERRO ALLA LAVORAZIONE DEL FERRO BATTUTO
Il ferro è un metallo di color bianco grigiastro, resistente e malleabile, di grande importanza per le sue utilizzazioni industriali. E' un metallo molto diffuso e abbondante nella crosta terrestre, nonostante, proprio il nostro paese, l'Italia, non ne sia ricco. I maggiori giacimenti di minerali di ferro si trovano nell'isola d'Elba.
Il ferro ebbe molta importanza già nell'ultima epoca della preistoria, l'età del ferro (primo millennio a.C.), che si colloca tra la fine dell'età del bronzo (700 a. C.) e l'espansione dell'impero romano (27 a.C.- 68 d.C.).

Il ferro prese il posto del bronzo per ragioni dovute all'abbondanza di giacimenti e per i minori costi in termini di fatica umana. Inoltre, essendo un materiale dall'eccezionale resistenza, era ritenuto molto adatto per la realizzazione di particolari oggetti attrezzi come seghe, asce, zappe e chiodi. La lavorazione del ferro si presenta più difficoltosa di quella del bronzo, tanto è vero che in epoca preistorica, non si raggiunsero temperature sufficienti alla fusione e alla colatura in stampi, tranne che in Cina. Il massello spugnoso, ottenuto dalla riduzione del materiale, era lavorato soltanto per la forgiatura.
In Egitto e in Mesopotamia le difficoltà di lavorazione lo fecero considerare un metallo prezioso. Un progresso nella tecnologia del ferro venne dai Celti, che si dimostrarono abili nella lavorazione del ferro battuto, apprendendo quest'arte dall'Oriente, nel corso delle loro migrazioni Le prime opere importanti in ferro battuto, risalgono ai secoli XII-XIII, come ferri decorativi applicati alle porte di Cattedrali spagnole e francesi. In Italia nel XIV secolo si ebbero importanti maestri: come Conte Di Lello Orlandi, autore delle cancellate del Duomo di Orvieto.
Nel XV secolo le eccellenti qualità del ferro battuto italiano si rivelano nelle lavorazioni di cancelli, balconi e, soprattutto di lanterne, porta stendardi dei palazzi toscani. Nei secoli XVII-XVIII l'evoluzione delle arti figurative dal barocco al roccò ebbe riflessi anche nel ferro battuto, che venne lavorato con esuberanza di motivi decorativi come nei cancelli di parchi o cortili di castelli francesi mentre i ferri battuti italiani mantennero una corta classicità nelle linee ornamentali.
In periodo neoclassico, l'arte del ferro battuto decadde. L'arte del ferro battuto risorse in Francia verso la metà del XIX secolo, con forme più moderne, anche se non sempre di grande gusto e continuò ad essere abbastanza in vage in Umbria, Toscana e Veneto con la presenza attiva di lavoratori artigianali.

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